giovedì 6 agosto 2009

Novità: gli eventi in toscana e nel mondo!

Rieccomi qua, dopo un pò di silenzio (il lavoro diverso da questo obera abbastanza, soprattutto la mente, e rende difficile trovare la voglia per fare altro). Vorrei aggiungere una rubrichetta a questo blog, dove chi legge può inserire i propri eventi, previo richiesta tramite mail direttamente a me, che provvederò ad aggiungerli dopo averli letti. Ovviamente prediligerei eventi birrari, ma non disdegno qualsiasi appuntamento culinario o enologico. Per cominciare, vi segnalo un'evento che i miei amici di Ipswitch avranno il piacere di mettere insieme per il 2 settembre, da cui noi italiani possiamo capire che cosa voglia realmente dire le parole birra e festival insieme: 66 birre e 19 sidri per UN SOLO LOCALE, tutti alla spina...enjoy!
http://www.facebook.com/event.php?eid=134682419501&ref=nf

lunedì 25 maggio 2009

Zerodue domus cerevisiae

Da pochissimo aperto in centro a Cecina, un nuovo beershop, gestito da Alessandro Tomeo, che ci propone a prezzi ragionevolissimi birre in bottiglia di ogni tipologia, spaziando fra etichette provenienti un pò da tutto il mondo: Germania, Inghilterra, Francia, Belgio, Stati Uniti, Italia e molto molto altro.
Troverete allo Zerodue anche una vasta scelta di accessori per collezionisti, fra cui non mancano gli essenziali bicchieri per una corretta degustazione.

Alessandro ci assicura che la scelta delle sue birre varierà molto nel tempo, proponendo un cambiamento di almeno dieci etichette per ogni nuovo ordine, che ci permetteranno di degustare così, in tutta la tranquillità di casa nostra, molti capolavori dell'arte brassicola.

Trovate lo Zerodue a Cecina in via Fratelli Rosselli 35, numero di telefono: 320 0577012.

Il link al gruppo di Facebook! http://www.facebook.com/group.php?sid=9f01a92edc2539e8189985db7d1b2bd0&gid=135295110573&ref=search

lunedì 18 maggio 2009

L'ultima casa accogliente

Ottima birreria in Livorno, via Garibaldi 273/275, propone oltre ad una cucina particolare, che si rifà alla tradizione toscana ed ai cibi sani e genuini di una volta, come carne equina, trippa, zuppe, pesce fresco dei mercati livornesi, una vastissima selezione di birre di varie nazionalità, quasi 200 etichette differenti, comprendenti marche tedesche, americane, inglesi, belga e molte altre.
Il locale è piccolo e grazioso, il consiglio quindi è di prenotare per la cena, dal momento che molto spesso si trova pieno, i proprietari (miei grandi amici) sono due persone precise e affabili, che amano proporre un ambiente tranquillo e calmo, tanto che si sono guadagnati il titolo di "birreria dell'omino antipàtio"!!!

Di richiamo notevole anche la proposta di birre alla spina, che spesso comprende almeno tre birre belga di spessore, fra cui ricordiamo Kwak, TripelKarmeliet, Kasteel ed altre ancora. Decisamente una birreria a cui far visita almeno una volta

venerdì 3 aprile 2009

St. Sebastian Gran Cru

Tipologia : speciale
Provenienza : Belgio
Produttore : Verhaeghe
Gradazione : 7,6 %
Colore : oro opaco, leggermente opalescente
Schiuma : fine, non molto persistente e aderente al bicchiere
Descrizione : Una birra speciale, molto simile ad una tripel, nella tipica bottiglia in coccio da 75 cl. con tappo meccanico.

Gli aromi che salgono al naso sono prevalentemente associabili a miele e fiori freschi, di malto d'orzo, decisamente dolci e cariche, ma non stucchevoli, con sfumature di fieno eleggere dei lieviti.
Appena assaggiata riaffiorano gli aromi di maltato forte e persistente, insieme ad un leggero sentore citrico di limone; il sapore sfuma piano verso un retrogusto lievemente salato, asprigno dei luppoli usati e dei lieviti, e appena amarognolo, sensazioni tuttavia non così persistenti, e che vengono nettamente eliminati ogni volta che si beve un nuovo sorso.

Una gradazione abbastanza bassa per una birra di questa tipologia, risulta tuttavia lunga al palato, soprattutto grazie alla bassa concentrazione di CO2 dovuta alla conservazione in coccio; ha una particolarità nelle note di sapori e odori che rilascia, infatti nonostante non sia ricca di lieviti quanto ci si aspetterebbe, questi aromi variano molto, anche col cambiare della temperatura, e risulta comunque molto pastosa in bocca, quasi come una biere blanche.

Possiamo decisamente abbinare questa birra a dei primi come risotti o anche con dei tortellini alla panna, delle carni bianche, ad esempio coniglio o tacchino, o magari un pollo arrosto, finanche un filetto al pepe. Per i dolci consigliamo una millefoglie o un dolce con crema pasticcera.

venerdì 20 marzo 2009

Gutmann dunkel weizenbier

Tipologia : Dunkel Weizenbier
Provenienza : Germania
Produttore : Gutmann
Gradazione : 5,2 %
Colore : Nocciola con sfumature rovere
Schiuma : Scura, color beige/crema, abbondante,aderente e persistente, occhiatura media
Descrizione : Le Weizenbier sono molto conosciute ormai in Italia, molto meno le loro varianti dunkel, ovvero scure, dal sapore notevolmente diverso rispetto alle normali weizen. Questa particolare tipologia usa malti tostati, o anche a cereali in grani già abbastanza scuri (esistono varianti di orzo maltato che producono naturalmente birre più scure). Le weizen comunque sono birre che hanno principalmente alcune caratteristiche che le rendono peculiari: la presenza di lieviti e fondi nella bottiglia e il fatto che vengono prodotte anche con altri tipi di cereali oltre all'orzo.

Al naso si percepiscono i profumi tipici di una birra tedesca, il maltato, sentori di crosta di pane e bianco d'uovo, nonchè lievi presenze di nocciola, e in questo caso toni di affumicato e leggero tostato.
In bocca si notano profondi e suadenti i sapori dei lieviti,un leggero dolciastro, di crusca e cereali, mentre torna la presenza di affumicato e il lieve sentore di frutta secca, fra cui nocciola, mandorla e noce. Rimane e persiste un retrogusto appena amarognolo, delle note tostate e di caffè e di nuovo un leggerissimo dolciastro degli amidi dei cereali, fra i quali si distinguono anche sapori erbacei.

Una birra a gradazione media, per la tipologia, ricordiamo che raramente le dunkel hanno basse gradazioni, sicuramente a causa della maltazione e tostatura prolungata dei cereali che permette una migliore scissione degli zuccheri in alcool e anidride carbonica. La birra è quasi impenetrabile una volta rimossi i lieviti e servita nei classici calici da weizen, alti e allungati, della capacità di almeno mezzo litro. Si nota anche la gasatura presente ma lieve, percettibile in modo molto leggero e bilanciato perfettamente; il gusto generale risulta pieno e rotondo, ma non molto lungo eccetto che per i sapori tostati, e a tratti appare lievemente acquosa.


La temperatura più corretta di servizio è di 6-8 gradi
Ottima da abbinare a taglieri di affettati, spek e scamorza affumicate, ma anche a piatti strutturati di carni rosse non troppo pesanti e grasse. Poco indicata per dei primi, sennon un risotto ai funghi o comunque qualcosa che abbia un gusto ben definito.

venerdì 27 febbraio 2009

Brandibirra

Ormai molti dei miei lettori conosceranno questa birroteca medievale, che si trova nello splendido borgo di Bibbona, risalente al periodo etrusco. Il locale è accogliente, calmo, con un'ambiente piacevole e adatto alle degustazioni. Felix è l'oste, colui che propone le birre nel locale, nonchè il proprietario e l'ideatore di tutto, ed è a lui che potrete chiedere ogni tipo di informazione riguardo le birre proposte.
Principalmente potrete trovare in questo locale birre belga alla spina, dalle classiche affligem, alle rarità trappiste servite secondo il metodo belga, nonchè una vasta offerta di birre in bottiglia, fra cui anche alcune particolarità di altre nazioni e qualcosa di artigianale italiano; vengono proposti cibi di qualità, in moltissimi casi di agricoltura biologica, o specialità italiane ricercate di marchi dop e docg, l'ideale per accompagnare le birre da degustazione proposte, come i panini semplici adattissimi per birre più facili ma comunque di ottima qualità. Se amate la birra belga, questo è il luogo più che adatto.

Lo trovate appunto a bibbona, in via san rocco 4; chiuso il giovedì.

sabato 21 febbraio 2009

Arrosto di maiale alla Nut Brown Ale

Ingredienti: carrè o arrosto di maiale del peso di 1-1,5 kg
500 ml di birra tipologia nut brown ale
8 noci e 8 nocciole
8 foglie di salvia e altrettanti rametti di rosmarino
sale, pepe e un filo d'olio di oliva

Prendete il carrè e praticate a intervalli regolari dei tagli in esso di circa 2-3 cm di profondità, spaccate noci e nocciole, dividetele a metà e inserite nei tagli della carne un rametto di rosmarino, una foglia di salvia, una noce appunto divisa e una nocciola; una volta finito questo processo (comunemente conosciuto anche come lardellamento, dal momento che spesso si fa praticando fori o piccoli tagli nella carne ed inserendovi lardo per ammorbidirla e insaporirla), legate con dello spago la carne, in modo che non si apra durante la cottura. Ponete quindi la carne in una casseruola alta e stretta, versatevi sopra tutta la birra, unite sale, pepe ed un filo d'olio. Potete lasciar insaporire la carne per un paio d'ore, oppure potete anche procedere direttamente alla cottura, ne risulterà una carne meno forte nei sapori e un pò meno morbida, ma più adatta per una tagliata o un roast-beef; la cottura va portata a termine con tutta la birra e i sughi della carne insieme, magari nella stessa casseruola in cui l'avete fatta riposare, in forno a 180° finchè la carne stessa non è ben rosolata fuori, ma ancora rosata dentro. Girate di tanto in tanto l'arrosto di modo da farlo rosolare su tutta la superficie; a cottura ultimata potete già servire il piatto, scolando la carne della birra e dei liquidi, e tagliandolo a fette non troppo fini, rivelando così le noci presenti nei tagli della carne.

Potete anche creare una salsa da aggiungere alla carne, sul piatto, aggiungendo ad una parte del liquido di cottura, un pochino di farina e facendola tirare in padella, a fuoco moderato, per qualche minuto. La salsa così ottenuta ha un gusto un pochino acidulo e tendente all'amarognolo, ma non troppo, per cui il dolce della carne al sangue si adegua benissimo a questo sapore.

E' consigliato abbinare a questo piatto, la stessa birra con cui avete cotto l'arrosto, per apprezzare bene l'accostamento di sapori di una nut brown ale con delle carni al sangue e soprattutto con noci e nocciole, gusti a cui questa tipologia di birra deve il suo nome.

sabato 14 febbraio 2009

Vichtenaar

Tipologia : Flemish red
Provenienza : Belgio
Produttore : Verhaeghe
Gradazione : 5,1 %
Colore : Rosso rubino, riflessi ramati
Schiuma : Un velo, occhiatura fine, beige

Descrizione : Una tipologia particolare di birre, di solito vengono fatte fermentare e/o riposare per un periodo in barrique di legno. Questo conferisce alle birre i gusti tanninici piuttosto forti dei legni, quindi anche una certa acidità. Della stessa tipologia, e anche dello stesso birrificio, ad esempio c'è la famosa duchesse du bourgogne, oppure di altro birrificio la Rodenbach Gran Cru.

 Al naso appaiono in pienezza, anche a birra abbastanza fredda, i profumi dei tannini del legno, sui quali predominano quercia e ciliegio, in ottimo equilibrio con gli aromi fruttati di frutti rossi leggermente aciduli, come il melograno,il ribes, la prugna e l'amarena, con un finale di fichi secchi e un lieve sentore agrumato, come di curacao. Al palato si presentano un equilibrio notevole dei gusti citrici e aciduli, con un dolciastro caramellato e, come retrogusto finale, l'amarognolo del luppolo, con appunto note di caramello, forse dovuto all'aggiunta di zucchero di canna, un leggerissimo sentore di caffè, e ancora più presente, quella sensazione citrica di curacao che si riscontrava anche nell'odore, probabilmente dovuta da una leggera aromatizzazione. 

La bassa gradazione le conferisce una decisa resistenza alla differenza di temperatura, con l'aumento della quale si perdono soltanto gli aromi più leggeri e volatili dei tannini del legno, mentre la schiuma persiste a lungo e aderisce in bei merletti ai bordi del calice. Una birra molto gustosa e leggera da bere, seppur complessa nei sapori, molto piacevole ed equilibrata, mai stucchevole, dove anche l'anidride carbonica contenuta risulta giustissima, donandole una corretta frizzantezza. 

La temperatura forse più corretta di servizio è intorno ai 7 gradi, che ne dovrebbe esaltare inizialmente l'aroma più delicato di frutta, quindi con l'aumento dovrebbero affacciarsi i sentori tanninici e più complessi; il bicchiere ideale è un baloon abbastanza ampio, che ne esalta i profumi. Ottimo prodotto da abbinare a una tagliata di carne, ma anche una bistecca alla fiorentina, piatti di selvaggina e perchè no, del foi-gras, o semplicemente una pasta al ragù. Indicata anche con un'ottima sacher, o una pannacotta cioccolato e arancia.


venerdì 6 febbraio 2009

Inserite le tag

Per facilitare, soprattutto in futuro, la ricerca dei post all'interno del blog, ho inserito alcune tag di ricerca: se vedete in fondo ai post attuali, ne avrete un'esempio. Basta ricercare i post con le tag (quelle verdi in fondo ai post appunto), inserendo la tag desiderata nel campo cerca, ed ecco a voi tutte le recensioni, ricette o altro, apparirvi di fronte.

Le tag inserite finora: birra - degustazione - belga - inglesi - regole - generico - recensione - locali toscana - ricette

Ho anche cominciato a tradurre ogni singolo post in lingua inglese (secondo le mie capacità), sperando che a qualche amico di oltremanica risultino utili. Ciao a tutti!

mercoledì 4 febbraio 2009

Frollini alla birra

Ingredienti: 150 grammi di burro
200 grammi di farina bianca tipo 00
70 grammi di zucchero semolato
30 grammi di zucchero di canna
80 grammi di scaglie di cioccolato fondente
birra quanto basta

Mescolare in una terrina lo zucchero, la farina e il burro, avendo cura di amalgamare quest'ultimo con l'impasto. Se lavorata a mano, il calore corporeo fa sciogliere leggermente il burro. Otterrete così un primo impasto piuttosto duro e di consistenza variabile.
Aggiungete poi le scaglie di cioccolato, e quindi la birra. Prediligete una birra di tipo natalizio, oppure anche una dubbel belga, avendo cura possibilmente, che abbiano anche del sedimento all'interno, da mescolare con la birra stessa: servirà da agente lievitante insieme all'anidride carbonica. L'impasto deve avere una consistenza tale da essere lavorato a mano in piccole palline, poco più grandi di una noce, quindi non fluido, nè troppo duro.
Prendete poi una teglia, rivestitela con carta da forno, spruzzatevi un pò di farina sopra, e depositatevi le palline così ottenute, schiacciandole col fondo di un bicchiere o di un barattolo; mettete la teglia in forno per 12-15 minuti a 200° se ventilato, oppure per 25-30 minuti sempre a 200° se tradizionale. Controllate comunque la cottura, dovrebbero risultare dorati e croccanti.

Questa ricetta è stata eseguita principalmente con birra Christmas Ale del Birrificio del Borgo, ma potete anche provare ad usare chicchi interi di caffè invece del cioccolato, e una birra stout.